Il Guardiano e il Buffone

Ossia Rigoletto (che ride e piange)
Opera kids, l’abituale appuntamento che il Teatro Sociale di Como dedica a bambini e famiglie, da sempre in collaborazione con Città dei Balocchi, Consorzio Como Turistica, Amici di Como, quest’anno nell’online edition.

IL GUARDIANO E IL BUFFONE
Ossia, Rigoletto (che ride e piange)
da Rigoletto di Giuseppe Verdi

Spettacolo con pianista, cantante e attore

Drammaturgia Simone Faloppa e Riccardo Olivier
Da un’idea di Eco di Fondo
Drammaturgia musicale Giorgio Martano

Guardiano del Museo / Rigoletto Ivo Randaccio
Visitatore del Museo / Duca di Mantova / Borsa / Marullo Gianluca Moro
Pianista Giorgio Martano

Regia Simone Faloppa e Riccardo Olivier
Scene Stefano Zullo
Assistente scenografa Juliette Placco
Costumi Sara Marcucci

Da martedì 8 dicembre, alle ore 16.00, in prima visione via streaming, come andasse in scena, è disponibile sul sito della Città dei Balocchi (cittadeibalocchi.it) lo spettacolo di Opera kids Il Guardiano e il Buffone. Ossia Rigoletto (che piange e che ride), tratto da Rigoletto di Giuseppe Verdi, in collaborazione con la Città dei Balocchi, Consorzio Como Turistica e Amici di Como, con il patrocinio del Comune di Como.

La fruizione è gratuita e rimarrà disponibile sul sito www.cittadeibalocchi.it fino al 6 gennaio 2021.

Le famiglie ed i bambini possono iniziare a prepararsi a partire da sabato 5 dicembre, scaricando il kit dello spettatore dal sito operaeducation.org oppure scaricandolo direttamente dal bottone qui sotto.

Inoltre, la registrazione dello spettacolo, realizzata da Olo Creative Farm, da sempre partner tecnologico del Teatro Sociale di Como e del dipartimento Opera education, è stata realizzata tramite registrazione audio binaurale, così che i fruitori dotati di stereo possano vivere l’esperienza in una situazione sonora tridimensionale, immersi dal suono e da quanto avviene in scena, per un’experience di intrattenimento, divertimento e didattica musicale sempre più coinvolgente ed interattiva.

Come in recita, lo spettacolo finisce con un indovinello, e i bambini sono invitati a fornire la risposta sui canali social di Opera Education (Facebook e Instagram), la risposta giusta ed i vincitori verranno annunciati dopo il 6 gennaio.

Scarica il KIT dello Spettatore

NOTE DI REGIA

In un museo storico del giocattolo, un imbranato guardiano annuncia l’orario di chiusura al pubblico. È rimasto un solo visitatore, nella sala dei giocattoli rinascimentali, intento a fissare un palazzo ducale in miniatura e a parlottare fitto con dei giocattoli antichi in costume da ballo, che sembrano magicamente rispondergli, come fedeli cortigiani. Com’è possibile? I giocattoli rispondono? È vero o è un incantamento notturno? Il visitatore è un affascinante quanto ricchissimo collezionista, convinto di essere il Duca di Mantova. È disposto a pagare qualunque cifra per completare la sua collezione col pezzo più prezioso: la bella Gilda. La vuole, ma non la trova. Il malcapitato guardiano non riesce a credere alle sue orecchie quando, dall’altro lato del palazzo ducale, un vecchio e goffo pagliaccetto-giocattolo, Triboletto, lo supplica di aiutarlo a proteggere a qualunque costo sua figlia Gilda. Da che parte schierarsi? Chi ha bisogno davvero del suo aiuto? Riuscirà il guardiano a far ricongiungere padre e figlia, e a salvare la collezione del museo? 

Essendo l’opera un dramma conteso tra due uomini – Rigoletto deforme, straziato, colla maschera dell’imbecille, e una musica funerea, magata, e il Duca di Mantova – ho immaginato un guardiano notturno e un visitatore piacente, positivo, esattamente come le celeberrime arie del Duca di Mantova. La vicenda avrà modo di dipanarsi attraverso una serie di giocattoli antichi, parlati e manovrati da entrambi gli interpreti, e divisi in due famiglie: prepotenti e vessati. In conclusione, una drammaturgia di giocattoli fantastici che si affida a due umanissimi paladini d’opposte posizioni, preservando le orecchie e gli occhi di un pubblico così piccino dall’impattare la disperazione di Rigoletto, che mirabilmente trasuda da ogni nota verdiana assegnatagli, o di doverlo vedere… ipotesi altrettanto spaventevole, trattandosi di una figura metamorfica e misteriosa… un buffone, gobbo…