#INTANGIBILE (INTANGIBILE / TANGIBILE)
Chiara Rostagno

PORTA TORRE
Apparato Circolatorio
Jago

 

DUOMO DI COMO (abside)
The Last Supper.txt
Fabrizio Musa

 

PIAZZA DEL POPOLO
Comum Portraits.txt
Fabrizio Musa

 

PIAZZA VOLTA
Tributo a Bruno Munari
Massimo Malacrida

 

TEATRO SOCIALE
Sempre Libera
Andrea Greco

DUOMO DI COMO
The Last Supper.txt
FABRIZIO MUSA
ANNO: 2018-2021
TECNICA: installazione digitale
DESCRIZIONE

Un pomeriggio, al Museo Nazionale del Cenacolo Vinciano mi ha raggiunta Fabrizio.
Voleva rivedere Leonardo e attingere nuovamente a quella bellezza.
Nel tumulto di uno dei luoghi più visitati al mondo, non sarebbe stato semplice dargli la pace necessaria. Ma come per un’alchimia, il gruppo previsto assieme a lui era in ritardo. Nella penombra in cui è conservato il capolavoro Musa è rimasto da solo (assieme a me a al Personale, ovviamente) avvolto in una pace irreale e sospesa.
Questa opera nasce da lì ed ora, proiettata sull’abside del Duomo, crea un dialogo tra l’opera universale di Leonardo e la città.
E’ un tributo alla sacralità del luogo e al senso profondo del vivere.
L’idea è quella di portare alla luce quello che, nel tumulto delle nostre vite quotidiane, tendiamo a celare: l’umanità delle nostre reazioni, la forza delle relazioni umane e del desiderio di spiritualità.
Musa lavora volutamente sul bianco e sul nero, che sembrano quasi affiorare dalla mole lapidea e scultorea del Duomo. Un lavoro non semplice, che ha imposto all’artista di accettare l’inevitabile differenza tra reale e ideale.
E’ quasi un suggerimento visivo per i nostri pensieri.
Toccante la decisione della Basilica Cattadrale di Como di dare luce, dall’interno, all’ultima cena presente nella magnifica vetrata centrale dell’abside. La forza del dialogo tra le due Cene è la testimonianza di quanto, proprio in questo periodo di festa, sia importante dare valore alle emozioni e alla spiritualità.

L'AUTORE, IN UN RITRATTO DI 2 PAROLE

Fabrizio Musa ha un’attitudine naturale per la bellezza dell’immagine.
La cattura, attraverso la fotografia e lo studio, e la restituisce trasformata sulla superficie dipinta, attraverso il bianco e il nero.
Questa sua capacità di cercare il bello spazia tra il mito e il quotidiano.
Ogni soggetto ha una sua bellezza, che bisogna cercare e fissare, come avviene per le emozioni.
Cresciuto artisticamente lontano dalle accademie e dalle gallerie, Musa studia le persone e le forme in modo originale. Dice che per lui dipingere è un modo per “far vedere” e per condividere la sua lettura delle forme e del mondo.
In questo suo lavoro e desiderio di dialogo, la luce è lo strumento principale.

BIOGRAFIA UFFICIALE

Fabrizio Musa, nasce a Como nel 1971.
Vive e lavora tra Como e New York e fino dal suo esordio artistico, nella seconda metà degli anni Novanta, ha contaminato le tecniche pittoriche più tradizionali con le nuove tecnologie.
Dal 2008 collabora con l’architetto Mario Botta in un progetto di rielaborazione pittorica delle sue architetture realizzatosi già in diverse mostre personali: “Chiesa del Santo Volto Txt” a Torino in occasione del XXIII Congresso Mondiale di Architettura nel 2008, la mostra “Mario Botta.Txt” alla Galleria Montrasio Arte a Monza, fino a “Culture Nature – Botta.Txt” alla Biennale di Venezia, 12esima Mostra Internazionale di Architettura nel 2010.
Tra le sue ultime esposizioni personali si segnalano“The Kiss” alla C.J. One Gallery di New York a cura di Cindy J. Choi, l’opera pubblica permente “Juvarra.Txt” wall paint a pochi metri dal Duomo di Como, “Fabrizio Musa Campoquadro” in Pinacoteca Civica a Como, la Videoinstallazione (opera pubblica)”Terragni 80″ proiettata sulla Casa del Fascio a Como, la partecipazione alla mostra “Antonio Sant’Elia il Futuro delle città” alla Triennale di Milano, la mostra “Antonio Sant’Elia, all’origine del Progetto” alla Pinacoteca Civica di Como, le personali “Terragni.txt” nella nuova sede dell’Archivio Terragni all’interno del Novocomum a Como, “Milano New York” all’ Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, “Archi.txt” alla Galleria Federico Rui Arte Contemporanea di Milano, “Terragni.Txt” al Centro Italiano d’Arte Contemporanea a Foligno, “Bruxelles.Txt” al Museo CIVA (Centre International pour la Ville, l’Architecture et le Paysage) di Bruxelles, “Monotipi” alla Fortezza Firmafede di Sarzana, “Cina Txt”, Galleria Obraz di Milano, “Tribute to Terragni” presso la sede del Parlamento Europeo di Bruxelles, “Terragni.Txt” al Palazzo del Broletto di Como, il Wall paint (opera pubblica permanente) “Novocomum XXL txt” realizzato a Como in occasione del centenario della nascita di Giuseppe Terragni, 2 Wall paint pubblici (permanenti) a Como in Via Carloni “Asilo Sant’Elia XXL txt I e II” , “Fabrizio Musa” alla Artmakers Gallery di Stoccolma, (link: /exhibitions/bergamo-bergamo-txt text: “Bergamo.Txt” alla Galleria Triangoloarte Bergamo, e “Tribute to Kubrick” alla Galleria Pitturaitaliana a Milano.
Tra le collettive “Il tuono di Pan, tra Arte e Natura” al Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera, “Miniartextil 2011” a Como, “Italian Artist in NYC” International Studio and Curatorial Program (ISCP) a Brooklyn, NY a cura di Renato Miracco (Catalogo Charta presentato alla Biennale di Venezia), il “Premio Cairo Communication” al Palazzo della Permanente di Milano, l’asta da Sotheby’s Milano “MasterPiece”, la 56° edizione del “Premio Michetti” presso il Museo Michetti di Francavilla al Mare (CH), “Lunchbox auction” con Christie’s NYC alla Wooster Projects Gallery di New York, la “Biennale di Monza” con un’opera premiata alla Biennale e acquistata dalla citta’, il “Premio La Fenice” di Venezia, la mostra “Plastica d’Artista” al Museo della Scienza e Della Tecnica “Leonardo da Vinci” di Milano, “l’Armory Show” di New York nel 2018, 2019 e 2020.
Riguardo ai lavori legati all’architettura dice di lui l’architetto Mario Botta:
“Musa studia il linguaggio dell’architettura traducendolo in modo autonomo sulla tela, facendolo cioè diventare linguaggio pittorico a tutti gli effetti, con risultati che sorprendono, lavora sulla luce come io lavoro sull’organizzazione dello spazio architettonico, riporta nel suo bianco e nero i risultati delle ombre nate dal contesto tridimensionale dell’opera. Ed è per me una sorta di verifica della “tenuta” dei miei lavori: l’architettura è sempre stata pensata come spazio, come struttura tridimensionale, e vederla “appiattita” sulla tela è una lettura che non avevo mai immaginato. La sorpresa è che questo tipo di lettura permette di “immaginare” la terza dimensione, che viene però offerta bidimensionalmente, come una cartografia, una radiografia in positivo tra luce ed ombra, con risultati poetici.”
Sue opere sono presenti in permanenza nel Parco del Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera, nei Musei Civici di Monza, in Pinacoteca Civica a Como, al “Per Lei” a New York ed in numerose collezioni private in Italia e all’estero.
La sua opera è stata recensita da importanti testate giornalistiche sia di settore e sia di divulgazione e su differenti canali di comunicazione.
Nel Marzo 2017, 2018 e 2019 Il Corriere della Sera Economia e la rivista Patrimoni di Class CNBC lo hanno inserito ne “La guida per investire”, indicandolo come uno dei primi 100 giovani artisti italiani sui quali investire.
Nel Febbraio 2018, in collaborazione con l’Architetto Mario Botta, ha realizzato una tiratura limitata di 4 stampe “Fine Art”, in occasione dell’inaugurazione del Teatro dell’Architettura di Mendrisio firmate a 4 mani con l’Architetto.
Nel Marzo 2018 2019 e 2020 ha partecipato alla fiera “Armory Show” di New York nella sezione “Insight”, con un progetto artistico curato dalla Galleria Montrasio di Milano con artisti quali Lucio Fontana, Piero Manzoni, Giulio Paolini e Jago, da lui voluto al suo fianco a Como per #INTANGIBLE (INTANGINBILE/TANGIBILE).

INSTALLAZIONE SU ABSIDE DUOMO DI COMO

© Foto Maurizio Moro