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TEATRO SOCIALE
Sempre Libera
Andrea Greco

Chiara Rostagno
Sempre Libera
ANDREA GRECO
ANNO: 2021
TECNICA: Mista su tela (140×150) e video installazione
DESCRIZIONE

Andrea Greco è capace di dar corpo alla musica. Ne vede il movimento, lo segue con il tratto, il colore e lo rende tangibile nella materia. Gioca con la sospensione tra i vuoti e i pieni, e riesce a dare corpo all’armonia e alle emozioni che si legano alla musica.
“Sempre Libera”, di Andrea Greco affronta proprio la sfida di dare un corpo alla musica, a lungo e ancor oggi negata.
Come nell’opera di Verdi, Sempre libera è un inno di gioia che, al medesimo tempo, da’ voce alla malinconia, che si lega al vissuto e alle esperienze reali.
Pittura e musica si fondono in un tutt’uno, e permettono all’osservatore di accedere ad uno spazio irreale in cui i sensi di fondono. I colori danno corpo al suono degli strumenti e alla voce del soprano. La composizione dinamica rende tangibile l’andamento melodico delle note sullo spartito.
In alcuni momenti della giornata il Teatro, che la ospita sul fronte, la sprigionerà anche fisicamente: perché possa essere comunque “sempre libera”.

L'AUTORE, IN UN RITRATTO DI 2 PAROLE

La capacità di dare corpo alla musica, alle emozioni e agli attimi della nostra vita è una dote non comune, che Andrea Greco possiede.
In lui c’è la capacità di cogliere, con grande naturalezza, quello che Eduard Hanslick definisce come “Il bello musicale”. Lo coglie e lo traduce in segni, colore e materia.
In Greco mi ha colpita immediatamente la forza del suo sguardo, sembra capace di trapassarti e che possa guardare oltre.
Forse per questo, riesce ad afferrare quello che rende bella la musica e che si trova: “nei suoni e nel loro artistico collegamento”.

BIOGRAFIA UFFICIALE

Andrea Greco nasce nel 1978. E’ un nipote” d’arte, il nonno era pittore e scultore.
Inizia a dipingere sin da piccolo: per lui è come una forma di espressione naturale.
Nel 2009 la sua opera attira l’attenzione degli addetti ai lavori e, tra il 2009 e il 2010, realizza un primo progetto denominato “Polaroid”.
Dal 2010 la sua esperienza si consolida e cresce. Viene riconosciuto come un giovane artista d’interesse, anche in ambito internazionale. Espone a Berlino e all’Accademia di Belle Arti dell’Università di Lubiana.
Nel frattempo lavora ad una serie di mostre a Roma, Como e Milano e partecipa alla Biennale di Ferrara.
Nel 2011, è tra i finalisti del premio Artgallery Milano con l’opera La voce della brughiera.
Nei primi mesi dell’anno, presenta una serie di opere: “Karma”.
Nel 2012 viene selezionato per Up_nea 2012 da Fabbrica Borroni. Nello stesso anno nasce la serie “Anche i fiori piangono”.
Nell’inverno del 2012 tiene la sua prima mostra all’interno della Galleria Conceptual di Milano.
Nel 2013 partecipa su invito a “Art from Europe”, mostra tenutasi alla Sca Project Gallery di Los Angeles e patrocinata dall’Istituto Italiano di Cultura.
Sempre nel 2013, presenta la serie “Aggregazioni” e, durante la collettiva Mode on tenutasi all’interno di Arte Fiera Reggio Emilia, propone la serie “Le Muse”, opere nelle quali la musica è al centro della sua attenzione. Si tratta di un passaggio cruciale.
Nel 2015 l’opera, Ridi pagliaccio, sul tuo amor infranto, entra a far parte di Imago Mundi, la collezione privata di Luciano Benetton.
Nell’aprile del 2016, tiene una mostra personale dal titolo “Sentio”, presso la galleria HQ – Mario Giusti Headquarter a Milano. Nell’autunno viene selezionato e partecipa alla Biennale di Salerno ed è finalista del premio VerdiOFF a Parma.
Nel 2017 inizia a lavorare ad un progetto ispirato alle riflessioni di John Cage: con Mario Giusti, suo gallerista, viene ospitato dal compositore e musicista Ludovico Einaudi, durante una serie di concerti tenuti al Teatro del Verme di Milano.
L’incontro con il musicista ha un grande impatto snella sua esperienza creativa.
Le opere nate in questo periodo sfoceranno nel 2018 nella mostra “Sarà dolce tacere”, tenutasi a Milano presso la galleria HQ di Mario Giusti, che ottiene il consenso del pubblico e della critica.
Ama lavorare creando delle serie di opere capaci di coinvolgere profondamente l’anima dell’osservatore e la sua immaginazione. In lui c’è una struggente umanità e sensibilità. Concentrandosi sul segno, sul colore, sulle materie, sul ritmo della successione tra materia e vuoto, Greco porta chi osserva a riflessioni intime e profonde.
In Italia viene trattato da galleria HQ – Mario Giusti Headquarter (Milano) e OpenArtelier. Collabora con architetti e art advisor nazionali e internazionali.

INSTALLAZIONE SU TEATRO SOCIALE

© Foto Maurizio Moro

Aria completa da La Traviata di Giuseppe Verdi.