#INTANGIBILE (INTANGIBILE / TANGIBILE)
Chiara Rostagno

PORTA TORRE
Apparato Circolatorio
Jago

 

DUOMO DI COMO (abside)
The Last Supper.txt
Fabrizio Musa

 

PIAZZA DEL POPOLO
Comum Portraits.txt
Fabrizio Musa

 

PIAZZA VOLTA
Tributo a Bruno Munari
Massimo Malacrida

 

TEATRO SOCIALE
Sempre Libera
Andrea Greco

PIAZZA DEL POPOLO
Comum Portraits.txt
FABRIZIO MUSA
ANNO: 2013-2021
TECNICA: acrilici su tela e istallazione digitale.
DESCRIZIONE

Mario Botta ha detto che la pittura di Musa è una “sorpresa”, ed è una lettura che permette di “immaginare”. Quando questo accade con le biografie, sembra che la storia ci guardi negli occhi e sappia affiorare dal buio.
A Giuseppe Terragni, lo spazio che oggi chiamiamo Piazza del popolo, piaceva per la sua capacità di abbracciare la storia della città: dall’antichità fino al contemporaneo. Fabrizio Musa lavora esattamente su questa visione e sull’idea di rendere tangibile, e di dare un volto, alla storia della città.
E’ una storia fatta di persone: dei loro sogni, delle loro opere e del loro vissuto.
L’opera si compone di ritratti, in bianco su nero, ciascuno portatore di una biografia: Plinio il Vecchio, Alessandro Volta, Carla Badiali, Antonio Sant’Elia, Giuseppe Terragni e Giuditta Pasta.
Sulla superficie della Casa del fascio affiorano, dall’ombra, i loro volti e i loro nomi: perché possano entrare nell’immaginario delle persone e rendersi confidenti.
Musa insiste, giustamente, nel dire che questa sua istallazione sia un dono.
Un dono voluto per la città e coloro che la vivono, in questo Natale che si confronta con le biografie (e le storie) di ciascuno di noi: tra chiari e scuri.

L’OPERA CHE NON C’E’. UN TRIBUTO A TERESA CICERI.

I nomi delle scuole, delle vie e delle piazze dovrebbero tenere viva, in ciascuno di noi, la memoria di persone che hanno dato un contributo importante alle comunità. Teresa Ciceri è un nome che tutti conoscono. Pochi, pur tuttavia, hanno confidenza con la sua storia: che è meravigliosa. La sua stessa immagine pare svanire nell’oblio ed è consegnata ad una sola tela, custodita nel Museo civico di Como.
Musa ha lavorato tenacemente sul suo ritratto, mettendo in evidenza i tratti decisi e nitidi di una donna che ha saputo precedere i tempi e vivere pienamente.
Lei, Teresa Ciceri Castiglioni, è stata un’agronoma e donna sapiente (“coltissima dama”, come la definisce Pietro Verri), attiva nel sostenere importanti innovazioni nella coltivazione dei suoli e nella trasformazione dei prodotti agricoli.
Lo stesso Alessandro Volta la definisce come “donna Teresa Ciceri, dama comasca, mia singolar padrona e amica”.
I documenti lasciano affiorare la memoria di una donna capace, concreta, razionale e poco incline a esibire i propri meriti, al punto di far fondere la medaglia d’oro ricevuta dalla Società patriottica di Milano, per realizzare oggetti preziosi ma di uso quotidiano.
Nata nel 1750 ad Angera, è morta a Como nel 1821.
A duecento anni dalla sua scomparsa, questo ritratto vuole contribuire a restituire alla città la memoria viva di una donna che, nonostante le difficoltà della vita e di madre (di 12 figli), non ha mai perduto la forza e la volontà di dedicarsi all’arte, alle scienze e al sogno di un futuro migliore.

L'AUTORE, IN UN RITRATTO DI 2 PAROLE

Fabrizio Musa ha un’attitudine naturale per la bellezza dell’immagine.
La cattura, attraverso la fotografia e lo studio, e la restituisce trasformata sulla superficie dipinta, attraverso il bianco e il nero.
Questa sua capacità di cercare il bello spazia tra il mito e il quotidiano.
Ogni soggetto ha una sua bellezza, che bisogna cercare e fissare, come avviene per le emozioni.
Cresciuto artisticamente lontano dalle accademie e dalle gallerie, Musa studia le persone e le forme in modo originale. Dice che per lui dipingere è un modo per “far vedere” e per condividere la sua lettura delle forme e del mondo.
In questo suo lavoro e desiderio di dialogo, la luce è lo strumento principale.

BIOGRAFIA UFFICIALE

Fabrizio Musa, nasce a Como nel 1971.
Vive e lavora tra Como e New York e fino dal suo esordio artistico, nella seconda metà degli anni Novanta, ha contaminato le tecniche pittoriche più tradizionali con le nuove tecnologie.
Dal 2008 collabora con l’architetto Mario Botta in un progetto di rielaborazione pittorica delle sue architetture realizzatosi già in diverse mostre personali: “Chiesa del Santo Volto Txt” a Torino in occasione del XXIII Congresso Mondiale di Architettura nel 2008, la mostra “Mario Botta.Txt” alla Galleria Montrasio Arte a Monza, fino a “Culture Nature – Botta.Txt” alla Biennale di Venezia, 12esima Mostra Internazionale di Architettura nel 2010.
Tra le sue ultime esposizioni personali si segnalano“The Kiss” alla C.J. One Gallery di New York a cura di Cindy J. Choi, l’opera pubblica permente “Juvarra.Txt” wall paint a pochi metri dal Duomo di Como, “Fabrizio Musa Campoquadro” in Pinacoteca Civica a Como, la Videoinstallazione (opera pubblica)”Terragni 80″ proiettata sulla Casa del Fascio a Como, la partecipazione alla mostra “Antonio Sant’Elia il Futuro delle città” alla Triennale di Milano, la mostra “Antonio Sant’Elia, all’origine del Progetto” alla Pinacoteca Civica di Como, le personali “Terragni.txt” nella nuova sede dell’Archivio Terragni all’interno del Novocomum a Como, “Milano New York” all’ Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, “Archi.txt” alla Galleria Federico Rui Arte Contemporanea di Milano, “Terragni.Txt” al Centro Italiano d’Arte Contemporanea a Foligno, “Bruxelles.Txt” al Museo CIVA (Centre International pour la Ville, l’Architecture et le Paysage) di Bruxelles, “Monotipi” alla Fortezza Firmafede di Sarzana, “Cina Txt”, Galleria Obraz di Milano, “Tribute to Terragni” presso la sede del Parlamento Europeo di Bruxelles, “Terragni.Txt” al Palazzo del Broletto di Como, il Wall paint (opera pubblica permanente) “Novocomum XXL txt” realizzato a Como in occasione del centenario della nascita di Giuseppe Terragni, 2 Wall paint pubblici (permanenti) a Como in Via Carloni “Asilo Sant’Elia XXL txt I e II” , “Fabrizio Musa” alla Artmakers Gallery di Stoccolma, (link: /exhibitions/bergamo-bergamo-txt text: “Bergamo.Txt” alla Galleria Triangoloarte Bergamo, e “Tribute to Kubrick” alla Galleria Pitturaitaliana a Milano.
Tra le collettive “Il tuono di Pan, tra Arte e Natura” al Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera, “Miniartextil 2011” a Como, “Italian Artist in NYC” International Studio and Curatorial Program (ISCP) a Brooklyn, NY a cura di Renato Miracco (Catalogo Charta presentato alla Biennale di Venezia), il “Premio Cairo Communication” al Palazzo della Permanente di Milano, l’asta da Sotheby’s Milano “MasterPiece”, la 56° edizione del “Premio Michetti” presso il Museo Michetti di Francavilla al Mare (CH), “Lunchbox auction” con Christie’s NYC alla Wooster Projects Gallery di New York, la “Biennale di Monza” con un’opera premiata alla Biennale e acquistata dalla citta’, il “Premio La Fenice” di Venezia, la mostra “Plastica d’Artista” al Museo della Scienza e Della Tecnica “Leonardo da Vinci” di Milano, “l’Armory Show” di New York nel 2018, 2019 e 2020.
Riguardo ai lavori legati all’architettura dice di lui l’architetto Mario Botta:
“Musa studia il linguaggio dell’architettura traducendolo in modo autonomo sulla tela, facendolo cioè diventare linguaggio pittorico a tutti gli effetti, con risultati che sorprendono, lavora sulla luce come io lavoro sull’organizzazione dello spazio architettonico, riporta nel suo bianco e nero i risultati delle ombre nate dal contesto tridimensionale dell’opera. Ed è per me una sorta di verifica della “tenuta” dei miei lavori: l’architettura è sempre stata pensata come spazio, come struttura tridimensionale, e vederla “appiattita” sulla tela è una lettura che non avevo mai immaginato. La sorpresa è che questo tipo di lettura permette di “immaginare” la terza dimensione, che viene però offerta bidimensionalmente, come una cartografia, una radiografia in positivo tra luce ed ombra, con risultati poetici.”
Sue opere sono presenti in permanenza nel Parco del Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera, nei Musei Civici di Monza, in Pinacoteca Civica a Como, al “Per Lei” a New York ed in numerose collezioni private in Italia e all’estero.
La sua opera è stata recensita da importanti testate giornalistiche sia di settore e sia di divulgazione e su differenti canali di comunicazione.
Nel Marzo 2017, 2018 e 2019 Il Corriere della Sera Economia e la rivista Patrimoni di Class CNBC lo hanno inserito ne “La guida per investire”, indicandolo come uno dei primi 100 giovani artisti italiani sui quali investire.
Nel Febbraio 2018, in collaborazione con l’Architetto Mario Botta, ha realizzato una tiratura limitata di 4 stampe “Fine Art”, in occasione dell’inaugurazione del Teatro dell’Architettura di Mendrisio firmate a 4 mani con l’Architetto.
Nel Marzo 2018 2019 e 2020 ha partecipato alla fiera “Armory Show” di New York nella sezione “Insight”, con un progetto artistico curato dalla Galleria Montrasio di Milano con artisti quali Lucio Fontana, Piero Manzoni, Giulio Paolini e Jago, da lui voluto al suo fianco a Como per #INTANGIBLE (INTANGINBILE/TANGIBILE).

INSTALLAZIONE SU PALAZZO TERRAGNI

© Foto Maurizio Moro