#INTANGIBILE (INTANGIBILE / TANGIBILE)
Chiara Rostagno

PORTA TORRE
Apparato Circolatorio
Jago

 

DUOMO DI COMO (abside)
The Last Supper.txt
Fabrizio Musa

 

PIAZZA DEL POPOLO
Comum Portraits.txt
Fabrizio Musa

 

PIAZZA VOLTA
Tributo a Bruno Munari
Massimo Malacrida

 

TEATRO SOCIALE
Sempre Libera
Andrea Greco

PORTA TORRE
Apparato Circolatorio
JAGO
ANNO: 2017
TECNICA: ceramica e video installazione
DESCRIZIONE

L’opera di Jago, Apparato circolatorio, ambientata nel corpo di Porta torre riesce a dare corpo alla città.
Alla sua storia, espressa dalle pietre del monumento. Ai sentimenti dei suoi abitanti, espressi dal cuore.
Porta Torre, è il cuore della città ed è stata il simbolo visivo della città deserta nel corso della pandemia.
Ma il cuore delle persone era pulsante e presente.
In questa luce, l’opera di Jago rende tangibile la fatica e la sequenza del movimento di un cuore, nel corso di un solo battito.
Un apparato chiuso, protetto, intimo, capace però di lasciarsi percepire dalle persone.
La torre, sulla superficie rivolta verso la città storica, è vestita di azzurro intenso.
Sarebbe molto piaciuta questa scelta cromatica a Prampolini e Terragni, che così avrebbero voluto coronare il Monumento ai caduti. Azzurro intenso, come il cuore della fiamma ardente più intensa, così come è il ricordo delle persone che non abbiamo con noi ma che vivono nel cuore (pulsante) di tutti noi.
Durante gli allestimenti una persona stupita ha esclamato: “E pronto per l’espianto!”.
Esattamente così, perché possa pulsare in ciascuno.

L'AUTORE, IN UN RITRATTO DI 2 PAROLE

La capacità di Jago di lavorare la materia e di renderla espressiva è una dote non comune.
Esprime tensioni, paure, fragilità: emozioni che riesce a portare nelle sue opere e a mettere in relazione con le persone.

Dice di sé di essere uno scultore e “di pensare” di essere un artista. Questa sua umanità e sensibilità verso gli altri, lo rende capace di un linguaggio diretto ed efficace, nel rapporto che riesce a costruire tra le persone, la materia e la loro immaginazione.

Per capire le sue opere non sono necessarie spiegazioni, basta leggerle in sequenza per cogliere il senso della sua “motivazione sentimentale”.

BIOGRAFIA UFFICIALE

JAGO è un artista italiano che opera nel campo della scultura, della grafica e della produzione video.
È nato a Frosinone nel 1987, dove ha frequentato il liceo artistico e poi l’Accademia di belle arti, che ha lasciato nel 2010.
Dal 2016, anno della sua prima mostra personale a Roma, ha vissuto e lavorato in Italia, Cina e America.
Attualmente vive e lavora a Napoli, nel suo studio nella Chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi.
È stato professore ospite presso la New York Academy of Art, dove ha tenuto una masterclass e una lecture nel 2018.

JAGO ha ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali come: la Medaglia Pontificia (conferitagli dal Cardinale Ravasi in occasione del premio delle Pontificie Accademie nel 2010), il premio Gala de l’Art di Monte Carlo nel 2013, il premio Pio Catel nel 2015, il Premio del pubblico Arte Fiera nel 2017 e ha inoltre ricevuto l’investitura come Mastro della Pietra al MarmoMacc del 2017.
All’età di 24 anni, su presentazione della storica dell’arte Maria Teresa Benedetti, è stato selezionato dal prof. Vittorio Sgarbi per partecipare alla 54a edizione della Biennale di Venezia, esponendo il busto in marmo di Papa Benedetto XVI (2009) che gli è valso la suddetta Medaglia Pontificia.
Questa scultura giovanile è stata poi rielaborata nel 2016, prendendo il nome di “Habemus Hominem” e divenendo una delle sue opere più significative. L’opera, che raffigura la spoliazione del Papa emerito da suoi paramenti, è stata esposta a Roma, nel 2018, presso il Museo Carlo Bilotti di Villa Borghese, con un numero record di visitatori  (più di 3.500 durante la sola inaugurazione).
A seguito di un’esposizione all’Armory Show di Manhattan, JAGO si trasferisce a New York. Qui inizia la realizzazione del “Figlio Velato”, opera ispirata al Cristo Velato del San martino, esposta permanentemente all’interno della Cappella dei Bianchi nella Chiesa di San Severo fuori le mura.
La ricerca artistica di JAGO occupa una complessa cornice concettuale che, tuttavia, fonda le sue radici nelle tecniche ereditate dai maestri del Rinascimento, tentando di instaurare un rapporto diretto con il pubblico mediante l’utilizzo dei video e dei social network, attraverso i quali condivide il processo produttivo delle sue opere. Nel 2019, in occasione della missione Beyond dell’ESA (European Space Agency), JAGO è stato il primo artista ad aver inviato una scultura in marmo sulla Stazione Spaziale Internazionale. L’opera, intitolata “The First Baby” e raffigurante il feto di un bambino, è tornata sulla terra a febbraio 2020 sotto la custodia del capo missione, Luca Parmitano.
A novembre ha dato avvio al progetto d’installazione “Look Down”, a Napoli in Piazza del Plebiscito

INSTALLAZIONE SU PORTA TORRE

© Foto Maurizio Moro

CUORE
CERAMICA E VIDEO INSTALLAZIONE